Over 30: la generazione dimenticata

Sengaliamo questo articolo del Corriere di Bologna che mette in luce le difficoltà dei trentenni nell’accesso al lavoro. L’articolo riassume in poche righe tutto ciò che noi di Progetto 30 Compiuti stiamo cercando di dire da ormai un anno e siamo felici che anche altri incomincino a porre attenzioni alla condizione dei trentenni nel mercato del lavoro.

Over 30: la generazione dimenticata, di Massimo degli Esposti

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/opinioni/2014/14-agosto-2014/generazione-dimenticata-223737756818.shtml

 

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Aderisci all’inizativa i410: per il miglioramento delle condizioni di accesso all’impiego per i trentenni

Sulla piattaforma Tu Parlamento noi del Progetto 30 Compiuti abbiamo avanzato una proposta chiara e semplice per rettificare gli effetti discriminatori delle attuali politiche degli incentivi e delle agevolazioni occupazionali che penalizzano i trentenni. Sulle basi del documento che abbiamo inviato a Matteo Renzi con commenti e proposte per la definizione del suo nuovo piano per il lavoro, abbiamo redatto una versione estesa dei punti e messa a disposizione degli utenti della piattaforma virtuale Tu Parlamento.

Questa piattaforma, promossa da un gruppo di parlamentari di diverse formazioni politiche su iniziativa della senatrice Laura Puppato, permette ai cittadini di avanzare proposte al Parlamento per affrontare le emergenze politiche, economiche e sociali del paese. Queste proposte vengono rivolte direttamente ai parlamentari delle forze politiche presenti in Parlamento che si sentono impegnati a valorizzare la democrazia partecipativa come fattore di  rinnovamento del Paese e della politica.

Per portare avanti le iniziative servono voti. Perchè la nostra proposta venga approvata e quindi presa in seria considerazione deve raggiungere un quorum di voti positivi. Alla bozza che trovate sul sito è possibile inviare commenti e suggerimenti, e per votare basta registrarsi. Una volta registrati, andate su Proposte –> Sezione Civica –> Economia, Lavoro –> Nuovo –>Iniziativa i410

Ogni voto è un piccolo passo avanti. Se questa proposta non la votiamo noi, chi ci penserà?

https://lf.tuparlamento.it/lqfb.php

JobsAct, commenti e critiche a nome dei trentenni – invia il testo a: matteo@matteorenzi.it

Se condividi i punti del testo che segue riportato, invialo anche tu a matteo@matteorenzi.it entro il 15 gennaio 2014, oppure condividi questa pagina linkandola al profilo di Renzi tramite il tuo account di Twitter utilizzando l’hashtag #Jobsact. Renzi ha chiesto a tutti noi di inviare idee, critiche, commenti. Facciamoci sentire, è il momento giusto.

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Caro Matteo,

in risposta alla tua chiamata a rivedere, criticare e commentare il Jobs Act, ti scriviamo a nome dei trentenni che in Italia faticano a trovare un lavoro. La fascia degli over-30, ed in particolare la categoria dei trentenni, oggi subisce una forte discriminazione rispetto ai giovani fino a 29 anni, la cui assunzione è facilitata grazie a varie forme di contratto agevolato o incentivato.

Anche noi vorremmo che in Italia le politiche per il lavoro cambiassero verso, e per questo oggi guardiamo al tuo documento programmatico con vivo interesse.

Vorremmo esprimere approvazione e sostegno in merito ad alcuni dei punti contenuti nella tua bozza di documento che ci sembra positiva per aiutare il re-ingresso al lavoro e/o la stabilizzazione della fascia degli over-30.

Primo, riteniamo positiva l’idea di introdurre un contratto unico a tutele crescenti, destinato a raccogliere e sostituire tutte le forme di lavoro atipico ed ad uniformare le condizioni di lavoro per tutti i lavoratori.

Secondo, apprezziamo la proposta di introdurre un ammortizzatore sociale universale esteso anche ai precari, cosìcchè finalmente anche la fascia dei trentenni, generazionalmente molto colpita dal precariato, possa finalmente usufruire di tutele sociali.

Ci sono tuttavia alcuni punti critici su cui ti invitiamo a riflettere al fine di assicurare che le tue riforme non solo non finiscano nuovamente per penalizzare la fascia dei trentenni, ma per fare in modo che la discriminazione che attualmente subiscono venga debitamente rettificata.

 

Ti chiediamo, in sostanza:

  •  Il ripensamento della politica degli incentivi per l’assunzione legati alla fascia di età, che discrimina i lavoratori;
  •  Nel caso in cui la politica degli incentivi permanga nel tuo programma, ti chiediamo di pensare ad incentivi senza distinzone di età, ma piuttosto finalizzati al reinserimento di chi è disoccupato da più tempo – permettendo così anche a chi decide di cambiare area di lavoro a seguito di un protratto periodo di disoccupazione di potersi reinventare usufruendo di agevolazioni contrattuali;
  • La chiarificazione del rapporto tra semplificazione delle norme ed inserimento del contratto unico. In particolare, ci chiediamo se resterebbe la forma dell’apprendistato e con quale differenza contributiva e di agevolazioni fiscali rispetto al nuovo contratto unico? Resterà svantaggioso assumere un trentenne rispetto ad un giovane fino a 29 anni inquadrato come apprendista?

 

Attendiamo la tua risposta.

 

Saluti,

Francesca, rappresentante del comitato “InseriMenti Lab”

Manuela, rappresentante di “Progetto 30 compiuti”

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Una politica di incentivi per l’occupazione giovanile pone il problema dell’equità

Una politica di incentivi per l’occupazione giovanile pone il problema dell’equità

In questo articolo si parla di trentenni, lavoro enon-discriminazione. L’autrice sostiene che attuare una politica degli incentivi economici per fascia di età 18-29 anni – con effetti peraltro marginali sul quadro complessivo del problema occupazionale – che vanno a sommarsi alle agevolazioni contrattuali già esistenti per la stessa fascia di età, rischia di diventare una scelta disastrosa sul piano dell’equità. L’effetto discriminatorio sulla base dell’età che si viene così a creare tra persone con esigenze professionali assolutamente simili, finisce per penalizzare fortemente chi oggi cerca lavoro a trent’anni compiuti.

La questione che ci si trova ora ad affrontare è dunque la seguente: come eliminare gli effetti discriminatori delle attuali politiche?

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Le storie

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Chiara, 30 anni, Emilia Romagna

‘Recentemente ho inoltrato la mia candidatura per una posizione in amministrazione del personale in cui si ricercavano figure junior ma con esperienza. Con una laurea specialistica in Giurisprudenza, un Master in risorse umane e tre anni di esperienza nel ruolo richiesto, sono stata chiamata al colloquio. Durante il colloquio ho notato che il selezionatore ha guardato il mio curriculum alla ricerca della data di nascita, spiegando che l’azienda intendeva inserire la nuova persona con contratto di apprendistato. Gli ho quindi fatto notare che a 30 anni compiuti non ricado nell’età per l’apprendistato e qualche giorno dopo ho ricevuto la seguente comunicazione, via e-mail:

“Mi dispiace riferirle che la scelta è ricaduta su un’altra candidatura che ci desse la possibilità di instaurare un percorso, con un contratto di apprendistato che per Lei non sarebbe più stato possibile. La nostra decisione, oltre che sulle capacità e attitudini professionali, per le quali era assolutamente equivalente alla candidata scelta, si è basata anche sul tipo di inserimento contrattuale più confacente alle attuali esigenze dell’azienda.”

Se questa non è discriminazione sulla base dell’età, allora che cos’è?’

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Michela, 31 anni, Ravenna

‘Mi presento alla filiale di una delle maggiori agenzie interinali in risposta ad un annuncio per una figura junior per cui avevo tutte le caratteristiche richieste (commerciale estero con inglese e spagnolo fluenti e possibilmente una terza lingua, residenza in zona, disponibilità a trasferte, anche senza esperienza).  La selezionatrice mi accoglie con le solite domande: esperienza, e ‘ah, hai 30 anni?’ Alla prima rispondo che non ho esperienza nella mansione, ma che ho appena frequentato un corso di formazione per tecnico commerciale estero e che di proposito mi presento per l’annuncio in questione perché accetta anche candidati senza esperienza. Alla puntualizzazione sull’età non so che dire, quindi sfodero la tecnica dell’offerta al ribasso: vengo a lavorare gratis. Chiedo alla selezionatrice di proporre  all’azienda di provarmi in tirocinio per tre mesi, anche senza compenso. L’impiegata guarda il mio CV e chiede: ‘quando ti sei laureata? Da oltre 12 mesi?’ Torniamo alle complicanze. Le spiego che qualche mese prima ho interrotto un dottorato, ma che la mia laurea vera e propria risale al 2005. ‘Mi dispiace, ma secondo la legge del 2011 soltanto i neolaureati possono fare i tirocini, e tu sei laureata da oltre 12 mesi. Avrei un posto come promoter però, un contratto a collaborazione. Ti interessa?’ Controbatto che la legge sui tirocini è stata dichiarata incostituzionale nel dicembre 2012 e che quindi non può essere applicata. Si deve tornare alla normativa precedente, che non impone limiti temporali. L’impiegata si rifiuta di approfondire e conclude la discussione dicendo che ‘noi, a Ravenna, applichiamo comunque quella legge, perché c’è un vuoto normativo e i nostri clienti non vogliono situazioni strane e fuori dall’ordinario, come la sua’. Ero allibita.

Rientro a casa e decido di scrivere una lettera alla Direzione del personale, sede nazionale dell’agenzia in cui mi avevano appena detto che loro nel territorio della mia provincia applicano una legge dichiarata incostituzionale per evitare l’accesso al lavoro di persone come me. Nella lettera chiedo all’agenzia di spiegarmi su quali basi legali procedano con l’applicazione della norma sui tirocini dichiarata incostituzionale e le ragioni per cui la mia candidatura è stata scartata. Un paio di settimane dopo ricevo una risposta dalla Direzione, che ‘dando per scontata la preparazione in ambito di normativa vigente del proprio personale’ mi informava che la mia candidatura, seppur valutata positivamente, era stata scartata perché il loro cliente (il datore di lavoro) aveva espressamente richiesto che la persona da assumere avesse meno di 29 anni.

In sostanza, in materia di tirocinio, l’agenzia aveva agito arbitrariamente: io avrei avuto il diritto di presentare la mia candidatura come tirocinante. Tuttavia, l’azienda mi avrebbe comunque scartata perché voleva qualcuno da inserire o con gli incentivi under-30 o in apprendistato, per risparmiare su tre anni (e non su tre mesi, anche gratis, di tirocinio). Giustamente, l’azienda tutela i propri interessi e discrimina dove può legalmente discriminare al fine di garantire per sè stessa un risparmio. Ad un colloquio successivo, per un’altra posizione simile, un datore di lavoro mi ha detto ‘sai, in un altro momento su una figura come la tua avremmo sicuramente investito, ma oggi si va al risparmio.’

Ai trentenni non resta che aspettare un altro momento.’

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Macché 15-24enni, la vera disoccupazione giovanile è quella dei trentenni

Macché 15-24enni, la vera disoccupazione giovanile è quella dei trentenni

Le dichiarazioni dei politici sulla disoccupazione giovanile sono ormai quotidiane. C’è preoccupazione, c’è allarme, bisogna agire, la situazione non è più accettabile

Tutto giusto, ma il problema non è quello. Non è la disoccupazione giovanile. «L’emergenza disoccupazione giovanile» si concretizza in mezzo milione di quindicenni – ventiquattrenni che cercano lavoro e non lo trovano. Tanti, da un certo punto di vista. Ma per come è strutturata la società italiana, non è poi così insopportabile che un giovane tra i 15 e i 24 anni non abbia ancora un lavoro che gli permette di mantenersi, e viva a carico – parziale o totale – dei genitori. Non è un dramma.

Il dato sulla disoccupazione giovanile relativo al mese di novembre 2012, ci ricorda che i “disoccupati” di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono 641 mila, cioè il 37,1% delle forze di lavoro di quell’età e il 10,6% della popolazione complessiva della stessa età, nella quale rientrano studenti e altre persone considerate inattive secondo gli standard internazionali. Quindi sarebbe corretto riportare che “più di 1 giovane su 10 è disoccupato.”

La vera emergenza è la disoccupazione degli over-30.

 

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Lavoro over-30: una sfida?

Il Progetto30compiuti nasce come risposta ad un problema concreto, reale e urgente. Si propone di raccogliere le storie di discriminazione degli over 30 che cercano lavoro nell’Italia degli incentivi selvaggi e delle agevolazioni per i “giovani” disoccupati che hanno meno di 29 anni.

La disoccupazione nel nostro paese è un problema pressante che non ha età, ma i Governi che si susseguono continuano a settorializzare i disoccupati per fasce di età, categorie e sottocategorie. Queste politiche non sono soltanto insufficienti come mezzo per rispondere al grande problema della disoccupazione; noi pensiamo che siano pensate male, ingiuste e discriminanti. Chi resta fuori dal limite arbitrario dei 29 anni, ovvero la generazione dei disoccupati over-30, figli del precariato,  che cercano lavoro senza l’accesso a corsie preferenziali a causa della loro età anagrafica. Quali sono gli effetti di queste politiche degli incentivi selvaggi e settorializzati? Chi risulta più discriminato e come si manifesta questa discriminazione?

Il Progetto 30 compiuti vuole raccogliere le storie, le testimonianze e le esperienze personali di chi cerca oggi lavoro in Italia a 30 anni compiuti. Vorremmo pubblicare le vostre storie sul blog, aprire un dibattito, capire come si può rispondere e che cosa si può proporre in risposta al problema. L’’obiettivo di questo blog è mettere insieme le voci di chi subisce gli effetti di politiche inadeguate e discriminatorie sulla propria pelle, perchè uniti si parla più forte.

Hai 30 anni compiuti e cerchi o hai recentemente cercato lavoro? Hai incontrato delle difficoltà nella ricerca? Ti senti svantaggiato rispetto ad un giovane che ha fino a 29 anni? Se hai una storia personale da raccontare, compila online il nostro breve questionario. Bastano meno di dieci minuti per parlare della tua esperienza.

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